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Giudice interiore

Giudice interiore, Reiki, Consapevolezza, Transpersonale

Corsi Giudice Interiore

“Condizionamento e libertà” è un percorso in tre parti:

  1. conoscere il giudice;
  2. vivere l’energia;
  3. immagine di sè e spazio.

La partecipazione a conoscere il Giudice è il pre-requisito per accedere a Immagine di Sè e Spazio.

1. Condizionamento e libertà: conoscere il Giudice Interiore

Questo è un percorso di comprensione profonda, auto-inchiesta, esercizi di centratura e meditazioni. Affronta la tematica del giudizio, come nasce, come crea una realtà di separazione, confronto, svalutazione, ansia, senso di colpa.

Offre ai partecipanti diversi strumenti per riconoscere nell’auto-giudizio la causa primaria di ogni conflitto e strumenti pratici per uscirne.

Il Giudice Interiore o Super ego, è una struttura interna, mentale, emozionale per lo più inconscia, che si è creata nell’infanzia ed è tutt’ora attiva.

Quando definiamo noi stessi e la nostra esperienza della realtà, attraverso idee di giusto e sbagliato, giudizi, valutazioni che attaccano il nostro valore, senso di colpa, inadeguatezza, vergogna, paura di non farcela, conflitti di vario genere, esterni e interni, ansia, abbiamo a che fare con il Giudice e con il condizionamento ricevuto.

I messaggi fondamentali del Giudice sono: Dovresti essere diverso! Non cambi mai!

L’attività del giudicare è così profondamente connaturata al modo in cui ci comportiamo da essere data per scontata, anche quando genera grande sofferenza, incomprensione e conflitti.

Se vogliamo vivere pienamente la nostra vita è necessario riconoscere e superare il condizionamento e le limitazioni del conflitto tra dovere e essere che il Giudice mantiene, scoprire una nuova posizione, flessibile nella libertà di essere sé stessi, momento per momento.

La libertà è apertura al vivere in consapevolezza e compassione, nella maturità creativa e nell’abbondanza.

Adatto a tutti in particolare a genitori, insegnanti, a chi è in conflitto con figure di autorità e a chi ha poca stima di sè e auto-giudizio.

2. Condizionamento e libertà: Vivere l’energia

Gli attacchi del Giudice sono percepibili nel corpo attraverso sintomi che si manifestano come un insieme di tensioni e rigidità. Ogni commento, ogni giudizio, che il Giudice mette sulla nostra esperienza della realtà e su noi stessi, coinvolge l’intera struttura fisica, respiro, muscolatura, organi, sistema nervoso, cellule.

Il Giudice sollecita il corpo emozionale caricandolo di reattività e nello stesso tempo ne regola il fluire secondo criteri di preferenza-rifiuto, accettabilità-non accettabilità. Allo stesso modo controlla il campo delle sensazioni, agendo sul corpo eterico, uno strato energetico collegato al sentire piacere che permea e avvolge il corpo fisico come una guaina.

Quando siamo nella gioia, nella pienezza, nel rilassamento, il corpo eterico si espande, proviamo piacere, ci sentiamo vivi, le emozioni sono fluide, c’è creatività, movimento, un senso di possibilità. Più pratichiamo presenza, più diventiamo esperti nell’arte della difesa consapevole dal Giudice, più sperimentiamo spazio, piacere, imprevedibilità, appagamento.

Questi tre giorni sono dedicati alla pratica intensiva di tecniche energetiche, meditazione, auto-esplorazione, yoga, per:

  • scongelare strati rigidi, insensibili, dove il flusso naturale dell’energia è interrotto;
  • ripristinare morbidezza e scioglimento nel corpo fisico, eterico, emozionale, mentale;
  • sperimentare energia, vitalità e piacere;
  • diventare abili nella difesa consapevole dal Giudice sostenuti dalla Forza e dalla Volontà essenziali che vengono attivate dall’energia viva.

Vivere l’energia è aperto a tutti , in partcolare a chi desidera portare maggior consapevolezza alla dinamica del carico/scarico energetico, a chi vuole innalzare il livello della propria energia e nello stesso tempo aprirsi al rilassamento.

3. Condizionamento e libertà: Immagine di sè e spazio

“Immagine di sé e Spazio” è un approfondimento di alcuni aspetti che riguardano la formazione e il mantenimento dell’identità, dell’ego. E’ il modulo centrale del percorso “Condizionamento e libertà” per i suoi contenuti ai quali, la prima e la seconda parte, preparano.

E’ importante conoscere il nostro ego se vogliamo uscire dai sui meccanismi ripetitivi e limitanti.

L’ego è un territorio fatto di confini ( giusto/sbagliato, bene/male, buono/cattivo). A ogni confine corrisponde un’immagine di noi stessi che ha due aspetti, uno esterno, come ci mostriamo agli altri, con il quale di solito abbiamo una forte identificazione, e l’altro aspetto che è più interno (la nostra parte ombra) che tendiamo a nascondere anche a noi stessi.

Siamo attaccati a queste immagini di noi, ci danno un senso di identità, di rispettabilità, di esistenza anche se nella limitazione e separazione. E’ appunto l’attaccamento all’immagine che rende il confine più reale, ci porta a vivere in una prospettiva chiusa, nello status quo dove il senso dello spazio è veramente povero.

Il giudice interiore sostiene i confini, li crea e così le immagini dandoci una percezione dello spazio sia interno che esterno definito dai suoi criteri di valutazione.

Così, per esempio, per il nostro giudice è giusto mostrarsi sempre accoglienti ed è sbagliato non esserlo, è buono essere sempre generosi ed è cattivo pensare a solo a se stessi, è accettabile la gentilezza ma la rabbia è detestabile.

Le immagini di noi stessi sono in relazione agli altri e al mondo ma anche in relazione alle emozioni, al denaro, alla sessualità, al potere, all’intimità, a tutti gli aspetti della nostra vita.

Ogni immagine cristallizzata porta tensioni nel corpo, nell’energia e ci rinchiude in una stretta stanza in quanto l’attaccamento all’immagine è collegato alla percezione dello spazio interiore e esteriore.

Più forte è l’attaccamento e l’identificazione con l’immagine meno spazio ci sembra di avere.
Per questo, quando siamo in balia del nostro giudice i confini sono rigidi, e abbiamo la sensazione di stare rinchiusi in una scatola, soffocati e impotenti.

Fare i conti con i confini, con l’attaccamento alle immagini, difenderci consapevolmente dal nostro giudice interiore, fa si che lo spazio diventi sempre più presente, le stanze più ampie, i confini meno densi fino a scomparire.

Si manifesta lo Spazio nella sua vera essenza vuota e il nostro esistere non è più subordinato alle immagini, ai riflessi, alle maschere, al giudizio.

L’Io si manifesta per quello che è, autentico e vero, vuoto nella sua assenza di identità e pieno di presenza e di una fragranza che non ha confini ne prezzo, possiamo vivere nel presente con risorse, amore e bellezza.

Prerequisito: Conoscere il Giudice Interiore